venerdì 11 ottobre 2013

La ruggine è una malattia fungina. Conoscerla aiuta a prevenirla

La ruggine è una malattia fungina. Conoscerla aiuta a prevenirla

 

La ruggine si presenta con tipiche macchie concentriche a forma di pustole, sotto le foglie. Inizialmente sono gialle, poi diventano arancioni e rossastre. A maturità lasciano fuoriuscire una polvere bruna, cioè le spore del fungo che il vento dissemina nell’ambiente. Non è una malattia pericolosissima ma in caso di attacchi forti provoca la morte della pianta

 

L’essiccamento di tutte le foglie ha come esito la morte della pianta. Sono particolarmente sensibili l’aglio, il fagiolo, ei piccoli alberi da frutto come il pesco e l’albicocco.  Come prevenzione, occorre anzitutto garantire una buona respirazione alle piante, evitando le semine troppo fitte specialmente nel caso dei fagioli. Non bagnate le foglie, ed eliminate subito quelle con I primi sintomi della malattia.

Ruggine su una foglia di  barbabietola

La malattia si manifesta con l’apparizione di macchioline rotonde o ellittiche, con margini ben delimitati, sulla pagina inferiore della foglia. Dopo alcuni giorni il tessuto fogliare si gonfia ed esplode, disseminando le spore che sembrano polvere marrone. La pagina superiore delle foglie ingiallisce e la foglia secca. Se troppe foglie subiscono questa sorte, la pianta muore.

Le caratteristiche pustole originate dal fungo della ruggine



Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013
72  pagine. Formato 17x24. Prezzo euro 5,00 

Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
 
PER SAPERNE DI PIU'
 


La lotta si fa con polvere di zolfo, che è biologicamente consentita. o con prodotti a base di zolfo che però spesso non lo sono. Spolverate lo zolfo al mattino presto sulle foglie ancora umide. I trattamenti vanno ripetuti almeno un’altra volta, dopo otto giorni. Per quanto riguarda le piante da frutto, occorre curare molto l’arieggiamento della chioma con opportune potature.

Ruggine su foglia di fagiolo
 


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sabato 5 ottobre 2013

La malattia (patologia) delle foglie ingiallite si chiama clorosi ferrica

La malattia (patologia)  delle foglie ingiallite si chiama clorosi ferrica
Abbiamo già parlato in un post precedente della clorosi ferrica, e della necessità di risolvere il problema ricorrendo alla concimazione con chelati di ferro. Ma che cosa sono esattamente questi chelati? Sono la soluzione del problema quando il ferro, pur essendo presente, non riesce ad essere usufruito dalle radici. Se le foglie delle vostre piante sono gialline, non accanitevi con concimazioni errate. Ricorrete al ferro chelato

 

Le chele ci ricordano i granchi, ed in particolare i loro arti, capaci di trattenere fermamente. Partendo da questa metafora possiamo addentrarci nella spiegazione di che cosa siano i chelati di ferro.

La clorosi ferrica è una patologia (ingiallimento delle foglie) si manifesta quando il terreno è carente di ferro. Questo però accade abbastanza raramente, molto più spesso si verifica la condizione per cui il ferro c’è, ed è anche abbondante, ma le radici delle piante non riescono ad usarlo.

Il Ferro è un elemento abbondantemente presente nel terreno, ma spesso in nuna forma non usufruibile dalle radici

 

In pratica, le condizioni del terreno sono tali da creare la precipitazione dell’elemento, cioè la formazione di un sale che non è solubile. A questo punto è possibile intervenire con trattamenti acidificanti del terreno, in modo che il ferro presente diventi di nuovo solubile. Il caso delle ortensie ingiallite è un classico: per guarirle dall’ingiallimento occorre acidificare il terreno, con prodotti specifici, aggiungendo torba, o miscelando un bicchiere di aceto ad ogni secchio di acqua di irrigazione.

Ma il granchio che c’entra? I chimici, prendendo spunto da quanto avviene in natura, hanno inventato delle sostanze che possono formare, assieme al ferro, dei compiosti capaci di conservarsi solubili anche nelle condizioni di terreno meno favorevoli. Queste sostanze sono i chelanti, cioè molecole che bloccano o chelano il metallo (nel nostro caso il ferro) formando dei composti sempre solubili.
I chelanti prodotti dai chimici (detti: di sintesi) sono l’EDTA, il DTPA e l’EDDHA

 


Coltivare l'orto

di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
128 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
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Finalmente un manuale sulla coltivazione dell'orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l'autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest'arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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Il compost migliora qualsiasi tipo di terreno. Nella foto, una compostiera autocostruita con il compost in maturazione
 

Esistono però anche dei chelanti naturali, detti acidi umici, contenuti nella sostanza organica matura (sì, avete capito bene: nel compost). Questo è il motivo per cui è sempre utile compostare gli scarti dell’orto e della cucina: il compost ottenuto, quando è ben maturo cioè al secondo anno, risolve molti squilibri del terreno e facilita l’assorbimento delle sostanze nutrienti da parte delle piante. Naturalmente lo stesso effetto si ottiene con l’uso del letame , che, purtroppo, non è sempre disponibile.

La clorosi ferrica provoca il caratteristico ingiallimento delle foglie. Spesso il ferro non è assente, ma è presente in forma non solubile.
 

Il ferro chelato può essere acquistato in moltissime varietà di confezione commerciale. Per legge dovrete trovare, sulla confezione, l’indicazione del tipo di chelante e l’intervallo di pH entro cui viene garantita l’efficacia Se, per esempio, l’intervallo garantito è 6-7,5  mentre il nostro pH è 8, allora quel chelato non sarebbe idoneo. Il terreno più ostico è quello fortemente calcareo, o all’opposto quello eccessivamente torbaceo.

Solitamente per le piante in vaso sul balcone sono sufficienti chelati con EDTA o DTPA: all’esterno, in giardino, sono preferibili i chelati con EDDHA.

Una confezione di ferro chelato, tra le moltissime presenti in commercio
 


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