martedì 21 gennaio 2014

Conosci l’albero del peperoncino? Ecco come farne crescere uno

Conosci l’albero del peperoncino? Ecco come farne crescere uno

I peperoncini provengono nella maggior parte da zone tropicali, dove possono raggiungere l’altezza di diversi metri e crescere nelle dimensioni di veri e propri alberi. Come riprodurre questa crescita anche nei nostri orti

 

I peperoncini delle zone tropicali possono raggiungere altezze e dimensioni considerevoli. Naturalmente, questa loro crescita non avviene tutta nel primo anno di vita: il segreto dei peperoncini è che non sono piante annuali, come noi pensiamo in Italia, bensì piante perenni.

Coltivare un albero di peperoncino
Un peperoncino coltivato ad alberetto nel terzo anno
 

Questo significa che, grazie al clima delle zone di origine, i peperoncini non muoiono alla fine di ogni stagione, ma superano agevolmente i periodi meno caldi e rivegetano gli anni successivi. In Italia, invece, seminiamo regolarmente i peperoncini ogni anno e poi, al termine della raccolta, quando abbiamo raccolto gli ultimi frutti e la pianta perde tutte le foglie dando l’impressione di essere morta, la estirpiamo.

Coltivare un albero di peperoncino
Un peperoncino coltivato ad alberetto nel secondo anno
 

In effetti, è vero che spesso la pianta, esposta ai nostri freddi invernali, muore. Ma se usiamo qualche accortezza ciò non avviene. Il peperoncino ha un fusto sufficientemente legnoso per conservare degli umori vitali anche nel periodo di riposo, dopo aver perso tutto il fogliame; questo significa che all’arrivo della primavera successiva gli stimoli della natura che rivive sono in grado di indurre quel fusto apparentemente secco ad emettere nuovi germogli, e la pianta risorge e fruttifica di anno in anno.

Coltivare un albero di peperoncino
Fruttificazione del peperoncino Bishop Crown al terzo anno
 
 


Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga
Coltivare l’orto Editrice 2013
72  pagine. Formato 17x24. Prezzo euro 5,00


Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU'
 

 

Questo comporta diversi vantaggi. Anzitutto, la precocità della produzione: la pianta che emette nuovi germogli rispondendo agli stimoli della natura lo fa al momento giusto, e questi non corrono il rischio di essere danneggiati dal freddo. La pianta è già forte perché ben radicata, e lo sviluppo dei germogli è molto più veloce rispetto alle piantine dell’anno.

Coltivare un albero di peperoncino
Peperoncino al termine della prima stagione di vita. Quando ha perso le foglie, potatelo all'altezza indicata nella foto e mettetelo al riparo
 
 
 
 

Un peperoncino perenne cresce di anno in anno assumendo l’aspetto di un arbusto, o di un grande cespuglio, o addirittura di un albero, a seconda del suo portamento naturale e del metodo di allevamento.

Coltivare un albero di peperoncino
Potatura del peeproncino al terzo anno di vita
 

Per la verità, con il clima italiano non abbiamo la garanzia che veramente i nostri peperoncini riescano a superare l’inverno. Ma se li aiutiamo, le probabilità sono molto alte.   Dunque, come fare? Gli Accorgimenti da adottare non sono molti.

Anzitutto, coltivate i peperoncini in vaso, in modo che al sopravvenire dei freddi li possiate spostare al riparo, sotto una veranda o comunque in un posizione protetta.

Quando li spostate fate una potatura energica di tutti i rami troppo lunghi o troppo esili, oltre a quelli danneggiati o ammalati.

Non dovete fare nessuna manutenzione al vaso, se non qualche rara e modesta innaffiatura per evitare che la terra secchi completamente. Ricordate che la pianta è a riposo, quindi non consuma quasi nessuna energia; avendo perso le foglie, anche l’attività clorofilliana è ferma.

Coltivare un albero di peperoncino
Un peperoncino Habanero che, dopo la raccolta, potrà essere potato ad alberetto. Lasciate un solo fusto ed eliminate tutte le ramificazioni per almeno la metà del fusto lasciata, poi cimate la parte superiore dei rami lasciandoli non più lunghi di 20 cm.
 

Non appena, in primavera, cominciate a notare i primi germogli, potete esultare: l’operazione è riuscita. Aspettate qualche giorno e poi spostate le piante all’aperto, in  luogo soleggiato. Se hanno svernato in serra calda fatele ambientare all’esterno spostandole per una settimana solo nelle ore più calde, poi lasciatele definitivamente fuori. Se, nel passare degli anni,il vaso comincia a diventare piccolo,  effettuate il rinvaso durante il periodo di riposo della pianta, scegliendo un contenitore di pochi centimetri più largo.

Nella mia zona, sulle coste del Lazio, in autunno poto i peperoncini e li lascio tranquillamente all’aperto, non esposti al vento, e superano regolarmente gli inverni.

Coltivare un albero di peperoncino
Un peperoncino Thai Vietnam che, per il suo portamento, potrà essere allevato a cespuglio. Quando avrà perso le foglie eliminate i rami secchi o difettosi e cimate gli altri a due terzi della lunghezza.
 
 
 
 
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Orto d’inverno. Il Tessuto non tessuto: conoscerlo e usarlo

Orto d’inverno. Il Tessuto non tessuto: conoscerlo e usarlo
 
L’inverno è un periodo poco favorevole per l’orto, tanto che molti preferiscono sospendere le coltivazioni da novembre a marzo, fatta eccezione per pochissimi ortaggi. Eppure le tecnica moderna fornisce mezzi di protezione molti efficienti, che rendono possibile aumentare di molto le varietà coltivate. Uno dei mezzi che si sta diffondendo sempre più è il Tessuto non tessuto, o TNT
 

Se consideriamo la spesa ed il lavoro necessari a predisporre sistemi di protezione dal freddo in un piccolo orto, sicuramente l’uso del tessuto non tessuto è una delle soluzioni da preferire.

Il suo curioso nome deriva dal fatto che, pur essendo molto simile ad un tessuto, si ottiene con tecniche produttive diverse dalla tessitura, che consiste dall’incrocio di fili a trama ed ordito con l’aiuto di telai.

Tessuto non tessuto
 
Il tessuto non tessuto ha molteplici usi, sia nella produzione di abiti quanto anche in edilizia dove, per la sua leggerezza, viene usato nella produzione dei controsoffitti, nell’arredamento e in percentuale non secondaria in agricoltura.
Usi del tessuto non tessuto. Foto dal sito di Caretta Tessiture
 

Le caratteristiche del tessuto non tessuto

Anzitutto il TNT non marcisce e non si sfilaccia, quindi può essere riusato molte volte senza problemi.  Protegge le coltivazioni non solo dal freddo, ma anche dal vento, e attenua i cambiamenti bruschi di temperatura: in particolare preserva le foglie dalle micidiali brinate mattutine.

Una caratteristica determinante per l’agricoltura è che lascia passare la luce e, pur bloccando il vento, lascia passare l’aria.

Usi del tessuto non tessuto. Foto dal sito di Caretta Tessiture
 

Nell’uso si può predisporre un sistema di sostegno, come gli archetti che sostengono il PVC, ma si può anche distendere direttamente sulle coltivazioni bloccandolo tramite la distribuzione di palate di terra lungo i bordi. Su un terrazzo può essere steso sulle piante quando si temono gelate notturne, per toglierlo poi al mattino. L’operazione richiede un tempo che si misura in minuti se non in secondi.

Usi del tessuto non tessuto.Foto dal web (Dossier CNR)
 

Togliendo e rimettendo il telo questo si può sporcare, ma lo si può lavare senza problemi anzi è consigliabile farlo per consentire una filtratura di luce ottimizzata.

Occorre tenere presente che in zone soggette a gelate notturne ripetitive il TNT non è certamente sufficiente. Ma in ogni altra zona, dove potrebbe verificarsi nel corso dell’inverno, occasionalmente, qualche notte sottozero, il suo uso è efficace.

Il tessuto non tessuto è venduto in rotoli o in pezzi già tagliati
 

In definitiva, consiglierei a chiunque abbia un piccolo orto o un orto sul balcone, di approvvigionarsi con alcuni teli di TNT per usarli secondo necessità, così come alcuni abitanti delle zone pedemontane tengono in macchina le catene da neve sperando di non doverle usare.  

Usi del tessuto non tessuto. Foto dal sito di Caretta Tessiture
 
 
 
 
 
 
 
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