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I peperoncini provengono nella maggior
parte da zone tropicali, dove possono raggiungere l’altezza di diversi
metri e crescere nelle dimensioni di veri e propri alberi. Come
riprodurre questa crescita anche nei nostri orti |
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I peperoncini
delle zone tropicali possono raggiungere altezze e dimensioni
considerevoli. Naturalmente, questa loro crescita non avviene tutta nel
primo anno di vita: il segreto dei peperoncini è che non sono piante
annuali, come noi pensiamo in Italia, bensì piante perenni. |
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Un peperoncino coltivato ad alberetto nel terzo anno
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Questo significa
che, grazie al clima delle zone di origine, i peperoncini non muoiono
alla fine di ogni stagione, ma superano agevolmente i periodi meno caldi
e rivegetano gli anni successivi. In Italia, invece, seminiamo
regolarmente i peperoncini ogni anno e poi, al termine della raccolta,
quando abbiamo raccolto gli ultimi frutti e la pianta perde tutte le
foglie dando l’impressione di essere morta, la estirpiamo. |
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Un peperoncino coltivato ad alberetto nel secondo anno
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In effetti, è
vero che spesso la pianta, esposta ai nostri freddi invernali, muore. Ma
se usiamo qualche accortezza ciò non avviene. Il peperoncino ha un fusto
sufficientemente legnoso per conservare degli umori vitali anche nel
periodo di riposo, dopo aver perso tutto il fogliame; questo significa
che all’arrivo della primavera successiva gli stimoli della natura che
rivive sono in grado di indurre quel fusto apparentemente secco ad
emettere nuovi germogli, e la pianta risorge e fruttifica di anno in
anno. |
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Fruttificazione del peperoncino Bishop Crown al terzo anno
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Coltivare i peperoncini piccanti
Dagli innocui Bell e Poblano
agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad
Scorpion Moruga
Coltivare l’orto Editrice 2013
72 pagine. Formato 17x24. Prezzo euro 5,00
Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta
di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla
quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di
appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri
collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la
palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga
permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati,
ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo
semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e
alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere
sufficiente.
PER SAPERNE DI PIU'
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Questo comporta
diversi vantaggi. Anzitutto, la precocità della produzione: la pianta
che emette nuovi germogli rispondendo agli stimoli della natura lo fa al
momento giusto, e questi non corrono il rischio di essere danneggiati
dal freddo. La pianta è già forte perché ben radicata, e lo sviluppo dei
germogli è molto più veloce rispetto alle piantine dell’anno. |
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Peperoncino al termine della prima stagione di vita. Quando ha
perso le foglie, potatelo all'altezza indicata nella foto e mettetelo al
riparo
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Un peperoncino
perenne cresce di anno in anno assumendo l’aspetto di un arbusto, o di
un grande cespuglio, o addirittura di un albero, a seconda del suo
portamento naturale e del metodo di allevamento. |
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| Potatura del peeproncino al terzo anno di vita |
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Per la verità,
con il clima italiano non abbiamo la garanzia che veramente i nostri
peperoncini riescano a superare l’inverno. Ma se li aiutiamo, le
probabilità sono molto alte. Dunque, come fare? Gli Accorgimenti da
adottare non sono molti.
Anzitutto,
coltivate i peperoncini in vaso, in modo che al sopravvenire dei freddi
li possiate spostare al riparo, sotto una veranda o comunque in un
posizione protetta.
Quando li
spostate fate una potatura energica di tutti i rami troppo lunghi o
troppo esili, oltre a quelli danneggiati o ammalati.
Non dovete fare
nessuna manutenzione al vaso, se non qualche rara e modesta innaffiatura
per evitare che la terra secchi completamente. Ricordate che la pianta è
a riposo, quindi non consuma quasi nessuna energia; avendo perso le
foglie, anche l’attività clorofilliana è ferma. |
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| Un peperoncino Habanero che, dopo la raccolta, potrà essere
potato ad alberetto. Lasciate un solo fusto ed eliminate tutte le
ramificazioni per almeno la metà del fusto lasciata, poi cimate la parte
superiore dei rami lasciandoli non più lunghi di 20 cm. |
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Non appena, in
primavera, cominciate a notare i primi germogli, potete esultare:
l’operazione è riuscita. Aspettate qualche giorno e poi spostate le
piante all’aperto, in luogo soleggiato. Se hanno svernato in serra
calda fatele ambientare all’esterno spostandole per una settimana solo
nelle ore più calde, poi lasciatele definitivamente fuori. Se, nel
passare degli anni,il vaso comincia a diventare piccolo, effettuate il
rinvaso durante il periodo di riposo della pianta, scegliendo un
contenitore di pochi centimetri più largo.
Nella mia zona,
sulle coste del Lazio, in autunno poto i peperoncini e li lascio
tranquillamente all’aperto, non esposti al vento, e superano
regolarmente gli inverni. |
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| Un peperoncino Thai Vietnam che, per il suo portamento, potrà
essere allevato a cespuglio. Quando avrà perso le foglie eliminate i
rami secchi o difettosi e cimate gli altri a due terzi della lunghezza. |
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